martedì 15 marzo 2011

Stop alla Facebook dipendenza

Oltre 600 milioni di utenti.
Tanti sono ad oggi gli iscritti su Facebook; 18 milioni dei quali italiani. Numeri in continua crescita, e che rappresentano quasi un terzo della popolazione italiana totale, e quasi il 75% di quella che naviga abitualmente su internet.
Dati impressionanti, e che dovrebbero far riflettere. Soprattutto se si considera che circa 12 milioni di questi facebookiani, vi si collegano con cadenza giornaliera.


Facebook in Italia

Da innocua abitudine a pericolosa dipendenza quindi, il passo è breve. Un'ossessione che nei casi più eclatanti può generare assuefazione, come per le più classiche delle dipendenze quali quelle da alcol, fumo, droga e gioco d'azzardo. Una schiavitù che rischia di compromettere seriamente i rapporti con gli altri, e che nei casi più estremi necessita persino di vere e proprie cure.

Non a caso, proprio poco tempo fa, al Policlinico Gemelli di Roma si è deciso di aprire un reparto apposito dove assistere e curare le persone che soffrono di dipendenza da Facebook, e da internet più in generale.

Spesso infatti, le persone affette da questa patologia, mostrano veri e propri sintomi di astinenza, cioè dei malesseri psico-fisici che si manifestano dopo una prolungata lontananza dal social network. Come riporta infatti il sito Cpsico, normalmente 
"quando per scelta l'individuo non è connesso o quando la connessione non è possibile, si presentano allora seri sintomi psicologici come ansia, pensieri fissi, depressione, attacchi di panico, paura (ad esempio di non avere più informazioni o collegamenti e di stare o rimanere da soli), problemi di sonno, insicurezza, suscettibilità, etc., così come tutte le conseguenze psicologiche negative tipiche delle dipendenze come ad esempio Craving, Tolleranza e Astinenza sopra descritti".
Tanto per essere ancor più espliciti, vi voglio mostrare un video che, oltre a riassumere brevemente i dati più importanti di questo tipo di disturbi, è abbastanza eloquente anche circa le reali dimensioni di questa Facebook dipendenza.


Dopo questo necessario preambolo, vediamo allora quali possono essere i rimedi, più o meno diretti, per mettere uno stop alla dipendenza da Facebook.
Partendo dal presupposto che la migliore cura, per tutte le malattie di questo tipo, sia il cercare di sradicare il malessere che ne è all'origine, piccoli aiuti possono venirci comunque incontro anche dallo stesso mondo del web.
A cominciare da un breve test con il quale verificare se veramente siamo affetti da questa "patologia sociale".
Attraverso 12 domande alle quali rispondere il più sinceramente possibile, potremo verificare infatti quanto sia alto il nostro tasso di dipendenza da Facebook, e ricevere anche qualche piccolo suggerimento in merito.
Constatata perciò l'eventuale assuefazione da Facebook, vediamo ora quali strumenti ci offre il web per poterne uscire.

KeepMeOut




Questo servizio online ci aiuta a tenere sotto controllo il numero delle visite su qualsiasi sito, Facebook incluso. E una volta superata la "soglia di tolleranza", avvertirci con un messaggio che forse sarebbe meglio "riprovare" un po' più tardi.
Per utilizzarlo, basta inserire il link di Facebook nell'apposito spazio, indicare il tempo minimo che deve intercorrere tra un log-in ed un altro, ed utilizzare il bookmarklet generato tutte le volte che vogliamo accedere a Facebook. Nel caso di una nostra esagerata frequentazione del social network, il servizio ci consiglerà di attendere un po', e ci mostrerà anche una serie di interessanti statistiche.

ToVisitOrNot




Come KeepMeOut, anche questo servizio può aiutarci a controllare la nostra dipendenza da Facebook, bloccandone l'accesso, per un periodo di tempo prestabilito. Anche qui dovremo infatti indicare l'url del sito da bloccare, e la durata del "divieto d'accesso", sempre utilizzando il bookmarklet rilasciato.

MinutesPlease




Altro interessante servizio è questo Minutesplease, il quale ci offre tre modalità differenti di utilizzo:
-  direttamente dalla homepage, inserendo l'url del sito di cui si desidera limitare l'utilizzo, consentendone l'accesso quindi solo per il tempo prestabilito;
- Utilizzando un bookmarklet preconfigurato con un limite di 10 minuti di tempo per ogni pagina web visitata.
- Impostare limitaizoni a piacimento modificando l'url come negli esempi sotto riportati:
  • 5.minutesplease.com/example.com
  • minutesplease.com/3h15m/example.com
  • minutesplease.com/3h15m/example.com
E così via.

StayFocusd



Concludiamo questa carrellata con StayFocusd, un' estensione per Google Chrome dall'approccio ancor più deciso.
Una volta installata, dovremo impostare un timer per tutti quei siti da tenere sotto controllo.  Non appena scaduto il tempo, l'estensione ne impedirà l'accesso per tutta la giornata.
Molto utile quindi per una migliore gestione della produttività, riducendo fortemente inutili sprechi di tempo.

Con tali applicazioni che lo stesso web ci mette a disposizione quindi, abbiamo diverse possibilità per combattere la Facebook dipendenza. Ma non dobbiamo dimenticare comunque che in mancanza di volontà, anche l'utilizzo di queste  risorse alla fine è destinato al fallimento.

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2 commenti :

  1. l'articolo mi è piaciuto e lo condivido su facebook XD.

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  2. Ah ah, mi è piaciuto il tuo commento kermitilrospo!

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